Dalle domus e i nuraghi dell’area archeologica di S’Ortali ‘e Su Monti, alle torri costiere di San Gemiliano e Arbatax, sentinelle di pietra affacciate sul mare.
Qui la bellezza è autentica: spiagge premiate con la Bandiera Blu, scogliere rosse scolpite dal vento, sentieri profumati di mirto e rosmarino.
Ma Tortolì è anche arte viva e all’aperto, con il museo a cielo aperto Su Logu de s’Iscultura, dove le opere dialogano con il paesaggio e il quotidiano.
E dopo il mare e la cultura, il gusto: culurgiones fatti a mano, pesce fresco, vini robusti e accoglienza sincera.
Tortolì e Arbatax ti aspettano, per un viaggio dove ogni passo è scoperta, ogni sapore è memoria, ogni tramonto è un invito a restare.
La tua prossima destinazione

Nel 1995 Staccioli inaugura il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto di Tortolì con una mostra antologica accompagnata da installazioni site-specific dislocate lungo Tortolì-Arbatax-Porto Frailis.

La torre, eretta nei primi decenni del Seicento, ha attraversato numerose trasformazioni di nome: fu chiamata “del Zaccurro”, poi “Iacuri”, “Saccuru” e “del Zacuro”, fino a diventare “Punta del Sacurro” e infine, per deformazione, “Punta del Soccorso”. Il titolo di San Gemiliano comparve solo nel 1767, in riferimento alla vicina chiesetta campestre dedicata allo stesso santo.

Mentre camminate tra questi monumenti, provate a immaginare le vite di chi vi visse: agricoltori, artigiani e sacerdoti che animarono S’Ortali ‘e su Monti per oltre mille anni.

Forma: rapporti e misure Autore: Giovanni Campus Indicazioni Il luogo e una sculturaNon vi è dubbio che le opere di scultura che l’uomo inserisce nelle realtà del naturale e del costruito, ciò che noi definiamo in senso stretto “paesaggio”, spesso privilegino la propria altarità espressiva a scapito del corpo unitario della visione, cioè di quel…


Il Parco della Batteria, così denominato per la presenza delle batterie antiaeree e navali, conserva tuttora tredici edifici, noti come ‘casematte’, che in passato ospitavano i soldati impegnati nella difesa dello scalo di importanza strategica durante il secondo conflitto mondiale.

La spiaggia prende il nome dall’omonimo litorale di Portu Frailis, dove per molti secoli era attivo un porto commerciale.

Nel 2022 Boero realizza per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura di Tortolì l’installazione site‑specific Pensieri di pace (Farfalle), un intervento di sagome di farfalle (“K‑farfalle”) poste sulla facciata della Biblioteca comunale, che evoca leggerezza e rinascita in dialogo con il contesto architettonico e paesaggistico ogliastrino


Nel 1996 Renda realizza per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’installazione site-specific Wetterfahne.

Le Rocce Rosse rappresentano uno dei monumenti naturali più importanti della costa ogliastrina e della Sardegna. Sono state recentemente definite la “cattedrale naturale” dell’Ogliastra.

Per il museo a cielo aperto di Tortolì Nagasawa realizza nel 1997 Il Giardino di Mirto, un’installazione ambientale in cui elementi naturali e materiali semplici—canne di bambù, blocchi di granito, piante di mirto e un «laghetto asciutto»—si combinano in un percorso meditativo.

Nel 2003 Panzino vince l’edizione di “Sa Die de sa Sardigna” con un progetto site-specific per il Museo a cielo aperto Su logu de s’iscultura di Tortolì

Nel 1995 Pardi realizza per il museo a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’installazione site-specific Nagjima (“stella” in arabo), una grande stella di lamiera gialla posata su un prato di Tortolì.



La chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria “Stella Maris” sorge sui resti di un’antica costruzione dalla stessa pianta rettangolare, con facciata in pietra, portone di legno e un elegante campanile a tre livelli.

Nel 1995 Staccioli inaugura il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto di Tortolì con una mostra antologica accompagnata da installazioni site-specific dislocate lungo Tortolì-Arbatax-Porto Frailis.

Oggi l’edificio, con le sue robuste mura e i grandi spazi interni, continua a vivere una seconda vita: è sede della Caritas Diocesana, che qui progetta interventi di solidarietà e accoglienza, mantenendo vivo lo spirito di sostegno e comunità con cui fu fondato quasi un secolo fa.

Nel 2001 Bertinetti realizza per il museo a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’installazione permanente Souvenir, una scultura monumentale concepita come un blocco squadrato e “pesantissimo” con la scritta scolpita “Souvenir”.

La chiesa campestre di San Gemiliano sorge a pochi passi dal mare, nei pressi dell’omonima torre, e conserva il fascino di un luogo semplice e raccolto.

Magnete Autrice: Alessandra Bonoli Indicazioni La scultura come luogo “Magnete simile a Menhir, energia dal cielo ma anche dalla terra”: con queste parole l’artista ci fa subito percepire il punto di massima intensità in cui cielo e terra si incontrano nella sua grande opera. La scultura di Alessandra Bonoli esige spazio non solo perché nella…

Nel 1997 Lai realizza per il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura l’intervento ambientale Tempo dell’Arte, una parete armata di cemento (40 × 5 m) mai completata, appositamente intonacata e punteggiata di “firme” a fresco della comunità locale.

Nel 1996 Caletta partecipa al secondo appuntamento del Museo d’arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s’iscultura con l’installazione site-specific intitolata Scultura

Nota anche con il nome di San Miguel de Arbatas, fu probabilmente eretta sui ruderi di una vecchia torre speculatoria pisana nella metà del XVI secolo, quindi prima dell’istituzione della “Reale amministrazione delle Torri” voluta dal re spagnolo Filippo II.